Scrivere che passione

Luglio è qui, come ogni anno ma sempre più velocemente, le stagioni volano, l’anno scolastico finisce e io ho come la sensazione di esser tornata da poco ad Arezzo dopo l’estate a Senigallia invece è passato l’autunno, l’inverno e la primavera, anche se quest’anno la primavera io non l’ho proprio vista. Infatti siamo passati dalle calosce e l’impermeabile per due mesi di fila ai Birkenstock e prendisole con 40 gradi all’ombra.

Dopo l’apertura in notturna di sabato che è stato un successo inaspettato, il Lab questa settimana resta chiuso perché io sono in trasferta sulla costa adriatica per vari appuntamenti in vista dell’uscita del libro scritto a due mani con l’uomo più importante della mia vita.

Scrivere è da sempre una mia passione ma richiede tempo e concentrazione. Dopo la morte di mio padre ho trovato tanti documenti e tanti scritti suoi, tantissimi diari ma quello che non trovavo era il tempo. Avrei dovuto mettere in pausa tutto il contorno della mia vita, figli, Lalla’s, i viaggi, per potermi dedicare come avrei voluto alla ricerca e alla scrittura.  Poi è arrivato il 9 marzo del 2020, l’Italia si è fermata e io ho capito che era l’occasione che cercavo, ho trascritto il Passaggio del fronte e ho cominciato a leggere centinaia di pagine dei diari e lettere che lui ci ha lasciato.

L’estate scorsa ho proposto il mio lavoro a una piccola e molto attiva casa editrice marchigiana e questa settimana esce il libro.

Come diceva mio babbo, “Io non forzo mai la situazione, finché non la vedo e non la sento scritta nel libro del destino. Solo allora credimi, sono tenacissimo, instancabile, lucido, intraprendente e pieno di risorse. E…fortunato!! questo è il bello: perché quando le risorse sembrano insufficienti o esaurite, la situazione si risolve da sé.

Ecco è andata proprio così e non poteva andare meglio, il libro sarà presentato a Senigallia nella splendida cornice dell’Auditorium San Rocco il 9 Agosto alle 21:15 esattamente 80 anni dopo la battaglia di Roncitelli. Siete tutti invitati.

Ci vediamo in giro a Senigallia.

Il Lab riapre il 12 Luglio. Grazie a tutti!

Qui la copertina, ML

IL Lab in via de Cenci

Questa volta sono in ritardo, scusate ma è stato un mese impegnativo più di quanto sia già normalmente la vita che mi sono scelta di mamma al cubo e di creativa senza soluzione di continuità. Il pezzo sul blog infatti esce di lunedì invece che di domenica.

Sono sette mesi che ho portato il Lab su strada e questa scelta ha cambiato completamente i miei ritmi quotidiani che di per sé erano già frenetici. Sette mesi che sono volati e in cui sto imparando molto ogni giorno.

Mettere i Lalla’s in vetrina non è stata una scelta obbligata ma piuttosto un esperimento per uscire allo scoperto con la mia creatività dopo l’esperienza fantastica di anni fa a Manhattan.

Arezzo è chiaramente una realtà diversa, certi giorni in via de Cenci non passa nessuno, oppure sempre i soliti che vanno di corsa, stanno sul cellulare e non si accorgono della vetrina, poi però qualcuno la nota, si ferma, osserva e a volte entra perché “sono creazioni molto originali e mai viste prima,” dicono.

E’ anche vero che quando ho deciso di portare il Lab su strada, l’ho fatto perché credevo fosse importante far toccare con mano i Lalla’s a chi non li conosceva ma soprattutto per chi mi seguiva da lungo tempo. Un esperimento dai social alla strada.

Credevo e credo tutt’ora che i social falsifichino e distorcano in molti casi i rapporti reali con le cose e con le persone. Sette mesi dopo che ho aperto, ne ho avuto la conferma.
In via de Cenci è arrivata gente speciale che non avrei mai potuto incontrare sui social e solo per questo il coraggio di uscire allo scoperto è stato ripagato.

l Lab è aperto il più possibile. Non fa gli orari dei negozi, è un laboratorio dove si crea ciò che non esiste e ovviamente si vende ciò che viene creato. E’ comunque possibile prendere appuntamento se volete esser sicuri di trovarmi. L’ orario settimanale varia, ma è aggiornato sempre su google.

Per l’estate l’esperimento continua, certamente fino a quando io avrò da imparare non mi annoierò . Poi si vedrà, per fortuna non siamo alberi e se non ci piace dove stiamo possiamo spostarci no ?

Ci vediamo in via de Cenci 8, se vi va. Lalla
ML

PS : Fino al 20 giugno vi ricordo la promozione sullo shop online, inserendo il codice 0624 avrete lo sconto del 10% e la consegna gratuita in Italia su tutti i Lalla’s dello shop online.

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Mamma al Cubo

Seconda domenica di maggio, festa della mamma, io mamma al cubo di terza generazione, oggi me lo son preso per me, son montata in macchina e arrivata al mare.

Siccome avevo troppe cose da fare, ho deciso di non farne nessuna e regalarmi una giornata fuori dal cellulare e dagli impegni di lavoro e di mamma. Oggi ho messo tutto in pausa. Il regalo più bello che possiamo farci è la Libertà di prenderci i nostri spazi. Essere mamme non significa dimenticare se stesse.

Ci vediamo in giro , questo è il pezzo più corto che ho mai scritto, me lo dovevo.

Da domani si riparte.

Prima di essere mamme siamo persone, non scordatelo! e comunque auguri a noi sempre.

Il futuro è l’ offline lab.

In Toscana è arrivato il caldo e con lui la voglia di stare all’aria aperta.

Io, che ho la fortuna di abitare in campagna, ho ricominciato le camminate immergendomi nella natura.

Spesso non vado sola ma con mia figlia che puntualmente resta sorpresa del fatto che le persone che incrociamo ci salutano senza conoscerci.

Perché qui da noi in Toscana vige la stessa regola che vale nelle Dolomiti quando si va a far tracking, chi incontri ti saluta. Una regola di buona educazione che fino a poco tempo fa esisteva in tutti i borghi italiani dove ti salutavano anche se non ti avevano mai visto. Ricordo benissimo, a questo proposito, che da ragazzina d’estate accompagnavamo mia nonna a trovare le Clarisse di Cortona e, per le vie del centro, mia mamma salutava tutti. Dato che da anni vivevamo a Manhattan, non capivo come facesse a conoscere tutta quella gente e lei mi spiegò che era il modo di fare nei piccoli paesi, non aveva idea di chi fossero ma era cortesia salutarli. Mi piacque moltissimo. A New York potevi pure svenire per strada e nessuno se ne sarebbe accorto, erano gli anni 80.

Oggi, nel 2024, a sorprendersi è stata mia figlia invece, quando per i sentieri di campagna ho salutato gente mai vista prima e le è piaciuto moltissimo ma le è sembrato strano. E sapete perché? Perché in autobus tutte le mattine incrocia gli stessi ragazzini ma nessuno saluta nessuno. Anzi secondo lei, se per caso accennasse un saluto la guarderebbero come una pazza perché “rivolgere parola a chi non conosci, non è una cosa che si fa” e se qualcuno lo facesse con lei, avrebbe paura, le sembrerebbe strano, insomma una roba da svitati.

Ovviamente questo vale anche in qualsiasi altra situazione in pubblico, dove ormai ognuno è proiettato dentro al proprio cellulare che è una protesi della mano e ha occhi solo per il suo schermo.

Siamo arrivati, grazie ai social media, a vivere una vita reale asociale fatta di persone fantasma che ci passano accanto tutti i giorni senza rivolgerci parola, ma siamo sicuri che è così che vogliamo vivere tutti ? I miei figli dicono che vorrebbero la nostra socialità: “quella che avevate voi prima dei cellulari”.

Quindi questa vita fatta di likes, follow e friends digitali non è poi tutto questo oro che luccica. Ci stanno dentro perché è l’unica vita che conoscono ma se solo qualcuno li aiutasse a staccare qualche ora dalla vita online e li portasse dentro una vita Offiline , fatta di persone che comunicano guardandosi in faccia, sorridendo, parlando con frasi intere e non con emoji e abbreviazioni tipo cmq, pk, nn, rip, lol o solo guardando video su Youtube, loro ne sarebbero contenti.

Proprio come è stato contento mio figlio qualche giorno fa che, arrivato alla fermata del bus, si è trovato davanti la stessa anziana signora la quale, vedendolo senza cuffiette per la prima volta, ha preso l‘occasione al volo e gli ha chiesto cosa studiasse per poi intavolarci una conversazione che è andata per le lunghe. Quando me lo ha riferito credevo la cosa gli fosse sembrata strana invece mi ha fatto capire che era stato bello, perché la signora gli “aveva fatto compagnia mentre aspettava il bus”.

In conclusione, figo il progresso ma non tanto, se ci porta gli uni lontani dagli altri. L’ uomo è un animale sociale, lo aveva capito Aristotele nel IV secolo a. C. e credo che mai come ora ci sia la necessità di ricominciare a socializzare senza filtri e effetti bellezza. Vi aspetto quindi all’ Offiline Lab di via de’ Cenci 8 ad Arezzo, dove si parla, si ride, ci si guarda in faccia e se volete si fa insieme la vostra Lalla’s.

Prima di salutarvi, questa settimana mi trovate al Lab martedi e mercoledi, poi sarò finalmente a Milano per il Fuori Salone . Ci vediamo lì offline!

Lalla

Salviamola noi la Bellezza

Giorni fa nelle storie di instagram ho chiesto se è la bellezza a salvare noi o se siamo noi a dover salvare lei, tutti hanno risposto che tocca a noi salvarla.

Stamani mi sono alzata prestissimo con un’emicrania violenta (strascichii di un febbraio da dimenticare subito…), non mi volevo impasticcare e ho deciso di uscire a camminare per farla passare così. A volte funziona…

Se non avessi avuto l’emicrania, mi sarei messa a lavorare, sicuro. Sono di quelle che non si fermano mai. Avevo dimenticato quanto sia importante perdersi nella natura, lei ci avvolge ma noi non la vediamo anzi la diamo quasi per scontata o la bistrattiamo. Quindi, nonostante il cielo grigio, i nuvoloni neri e una pioggerella primaverile, ho cominciato a camminare, avanti senza meta, finché mi sono ritrovata nel mezzo del risveglio della natura dopo l’inverno, immersa nella bellezza.

Ho scoperto gemme sbucare su rami che sembravano secchi , violette lungo il sentiero, elegantissimi narcisi qua e là , alberi di pesco in fiore , ho notato la bellezza di sfumature perfette che ancora una volta mi stupivano e mi emozionavano come se non avessi mai vissuto l’arrivo della primavera in vita mia.

La bellezza dobbiamo salvarla noi, per farlo dobbiamo vederla però, riconoscerla, preservarla, curarla e comportarci di conseguenza. Dobbiamo curare il pianeta, perché le violette possano vederle anche i nostri nipoti e perché vedendole possano stupirsi ogni primavera.

Ed è per salvaguardare la bellezza della Terra che Lalla’s non usa plastica, neanche nel packaging, crea a km zero e ricerca i materiali seguendo un’etica il più possibile ecofriendly . Se scegli un Lalla’s sai chi l’ha fatto e sai da dove viene.

Buona primavera a tutti.

Ci vediamo in giro, in Via de Cenci 8, Arezzo o su Instagram

ML

PS: l’emicrania è passata col pasticcone e poi 4 ore di sonno …ma la passeggiata è valsa la pena lo stesso.

https://www.instagram.com/lallasdesign/

dav_vivi

Dopo Sanremo c’è San Valentino

E’ il giorno del blog di Lalla’s , devo scrivere ma sono cotta, ho dormito zero perché, dopo tantissimi anni, ho guardato la Rai e il Festival.

Stanotte Sanremo è finito, ma cosa resta apparte le polemiche sui “qua qua” e i sorrisi falsi di chi per sei sere ha messo giacche glitter che manco al circo?

Resta che è scomparsa la camicia. Hanno indossato blazer direttamente su busti nudi, o al massimo coperti di tatuaggi . Ve ne siete accorti ? Giacche abbottonate o completamente aperte direttamente sulla pelle, come se la camicia fosse qualcosa da evitare, di datato. Infatti gli unici due cantanti “vestiti” sembravano appena usciti da Pitti Immagine tanto erano diversi dalla fiumana dei look black-leather-glitter-tulle-mix che hanno dominato tutte le sere sul palco.

Resta che non hanno prevalso l’eleganza e il buon gusto. Non è che a voler essere originali , si è finito con l’essere volgari e poco spontanei ? certamente meglio scalza se le scarpe sono dei plateau alti 15cm o per nulla abbinabili al vestito…

Resta che ha vinto la Noia e qualche canzone bella.

Restano due gambe da urlo e la loro canzone che (im)pazza già in radio.

Resta una comica seria con il potere di far ridere e di dire ancora la sua.

Resta una tv pubblica che fa pubblicità occulta e non condanna il genocidio comunque e dovunque.

Resta che Sanremo Duemilaventiquattro ( perché “venti ventiquattro” non si può sentire ..!) è finito e ora tocca a San Valentino.

Resta che è tardi, devo andare giù che i miei amori mi stanno chiamando da venti minuti.

Vi ricordo che per San Valentino ho pensato ad un regalino: usate il codice sconto AMO24 fino al 17 febbraio, scegliendo una maxispilla ( a Sanremo sono andate a ruba ! ) avrete subito il 30% off sul secondo pezzo tra tutti quelli in vendita online. Vale pure al Lab di via de Cenci 8, lo sconto ve lo faccio io!

Ci vediamo in giro, gli orari di apertura del Lab sono aggiornati settimanalmente.

PS : Resta Ghali con l’eleganza della sua voce e lo stile dei suoi look.

https://www.instagram.com/lallasdesign/

Siamo ciò che mettiamo?

Il 2024 lo voglio cominciare facendoci questa domanda.

Me lo sono chiesta giorni fa e la giornalista Rai Mariella Milani ha risposto sostenendo che i vestiti raccontano chi siamo solo se non bluffiamo e, se vogliamo giocare, ci travestiamo. Mentre Antonio Mancinelli giornalista, penna arguta e sottile osservatore dell’universo moda, ha commentato dicendo che l’abito è “intersezione tra il desiderio personale e lo spirito dei tempi” quindi siamo ciò che mettiamo nel qui ed ora.

Ma siamo sicuri che sia l’abito a parlare di noi e non, invece, qualcos’altro ?

Durante il Pitti Uomo di questi giorni, ho osservato decine di uomini in giacca, cravatta e cappotti sartoriali di alta qualità noiosamente perfetti e tutti simili. Era come se li vedessi ma non li guardassi, il mio occhio non si fermava su nessuno, anzi cercava disperatamente qualcosa su cui valesse la pena soffermarsi, un dettaglio, un particolare che svoltasse l’outfit.

Gli abiti ci coprono, ci scaldano, sono necessari ma sono gli accessori a rivelare chi siamo, sono quel dettaglio che magicamente ci spiana la strada. Provate ad uscire di casa senza gioielli, occhiali, cappelli, foulard, orologi, borse…vi sentireste nudi e sareste invisibili agli altri.

Quindi alla domanda io rispondo così, siamo chi siamo, cioè pezzi unici, non ripetibili ma…..esaltabili con gli accessori ed è per questo che io creo i Lalla’s .

Ci vediamo in giro…o su Instagram.

ML

Ci vuole calma.

Non scriverò di bilanci e di cosa sia andato in porto o di cosa sia andato storto nel 2023. Ognuno farà i suoi se vuole, invece con questo breve articolo di fine anno voglio augurarvi di avere tempo per voi nel 2024. Il tempo è il vero lusso e noi ce ne siamo scordati.

Proprio così, vorrei regalarvi tempo, vorrei la calma per passare tempo con chi amo e con chi scelgo di stare, tempo per ascoltarci ed ascoltare, tempo per rilassarci mentre viviamo, tempo per dire ciò che abbiamo dentro e mai ammesso, tempo per riflettere, tempo per oziare.

A questo proposito oggi il Lab è stato chiuso, mi sono presa del tempo, soprattutto via dal cellulare, dai doveri, dalle scadenze, avevo bisogno di ricaricare le pile nella natura intorno a casa per potermi dedicare a voi nei prossimi giorni.

E’ un mese che ho aperto in via de Cenci ad Arezzo, sto abituandomi piano al nuovo ritmo di vita, io che non so cosa sia l’abitudine. Per ora la nuova location mi piace e soprattutto mi piace cosa dite voi che entrate : lì dentro sembra di stare da un’altra parte, in un luogo fuori dal caos, sembra il salotto di casa… e io vi capisco bene. Abbiamo tutti bisogno di rallentare e il Lab forse è davvero il luogo adatto per frenare la vostra corsa quotidiana, al Lab si crea con calma. Forse lì dentro il tempo rallenta e la vostra realtà si colora di vetri di Murano e di luci d’argento mentre vi piacete guardandovi nello specchio a tre ante, esattamente come le clienti di mia nonna negli anni 50 .

Il Lab non è un negozio, è un’esperienza creativa tra i Lalla’s , dove tutto ha una storia fatta di mani, di occhi e di vita, io ci sarò dalle 11,30 alle 18,30 tutti i giorni fino a Natale e voi siete i benvenuti.

Buon Natale e un 2024 ricco di tempo per voi.

PS: regalate meno e meglio, se potete acquistate dai piccoli artigiani italiani finché ci sono.

ML

Dedicato a voi, Lallaspeople.

E’ tardi, la seconda domenica di Novembre sta terminando. Mentre la crostata è in forno, io mi metto a scrivere il pezzo di questo mese, un mese speciale, così speciale da non poterlo certo immaginare un mese fa.

Lalla’s da una settimana è diventato uno spazio aperto a tutti, non più solo atelier su appuntamento ma Lab e spazio creativo allo stesso tempo dove tutti possono accedere liberamente per scoprire cosa contiene oppure per creare il proprio gioiello personalizzato. Non è un negozio come si intende comunemente, il Lalla’s Lab è molto di più ma lo capirete solo quando vi ci troverete dentro.

E’ arredato con pezzi di vita vissuta, lo specchio da sartoria a tre ante di mia nonna , il mobile bar anni ’60 della zia di mamma, la piantana newyorkese anni ’80 dei miei, lo sgabello africano acquistato lungo una strada di Addis Abeba e altri pezzi creati o restaurati da me. E’ il luogo dove creo e racconto cosa creo, dove accomodarsi sul divano per fare due parole, dove divertirsi a scegliere le pietre per il proprio Lalla’s personalizzato oppure semplicemente rallentare il proprio correre quotidiano.

Lo spazio Lalla’s è il posto che voi Lallaspeople volevate da un po’ , in realtà appartiene a tutti voi e io sono abbastanza pazza da aver ceduto, ora però passate a trovarmi che sennò il divano si offende!

Per oggi è tutto, ci vediamo in via de’ Cenci 8 ad Arezzo e ….sarà meglio che controlli la crostata!

baci e abbracci, ML

https://www.instagram.com/lallasdesign/

Rivoglio il panettone solo a Natale

Siamo alla seconda domenica di ottobre, nei supermercati c’è già il pandoro e nei negozi vendono gli addobbi natalizi. E’ una mia impressione o pare pure a voi che tutto è sempre più anticipato?

Siamo qui che ancora non abbiamo messo via bikini e infradito, che già ci ricordano che Natale arriva tra meno di tre mesi, che dobbiamo fare l’albero, comprare i regali e fare gli auguri anche e soprattutto a quelli che non sentiamo mai. Calma.

Non so voi, ma a me tutto questo bruciare i tempi fa l’effetto contrario e io quasi quasi, con questo caldo invece di anticipare il Natale, prolungherei l’estate e metterei volentieri i piedi in mare, peccato che dove vivo il mare non c’è.

Mi viene da pensare, poi, che se il panettone è nei supermercati da adesso, quello che metteremo in tavola il 25 Dicembre è stato prodotto a settembre , perché a dicembre staranno producendo le uova di Pasqua . Capisco la pianificazione aziendale ma allora, dato che ci sono, perché non producono tutto sempre, per tutto l’anno ?

Quando da piccina volevo l’uva a gennaio, mia madre diceva che non era la stagione e che dovevo aspettare settembre, adesso c’è tutto sempre, la globalizzazione ha ucciso l‘emozione dell’attesa, pure per i panettoni e i pandori.

Io comunque una piccola emozione voglio condividerla con voi, il Lab di Arezzo si trasferirà in centro storico e sarà aperto al pubblico senza appuntamento, per ora non posso dire di più , godetevi l’attesa

Buon Ottobre e ci vediamo in giro,

ML