Salviamola noi la Bellezza

Giorni fa nelle storie di instagram ho chiesto se è la bellezza a salvare noi o se siamo noi a dover salvare lei, tutti hanno risposto che tocca a noi salvarla.

Stamani mi sono alzata prestissimo con un’emicrania violenta (strascichii di un febbraio da dimenticare subito…), non mi volevo impasticcare e ho deciso di uscire a camminare per farla passare così. A volte funziona…

Se non avessi avuto l’emicrania, mi sarei messa a lavorare, sicuro. Sono di quelle che non si fermano mai. Avevo dimenticato quanto sia importante perdersi nella natura, lei ci avvolge ma noi non la vediamo anzi la diamo quasi per scontata o la bistrattiamo. Quindi, nonostante il cielo grigio, i nuvoloni neri e una pioggerella primaverile, ho cominciato a camminare, avanti senza meta, finché mi sono ritrovata nel mezzo del risveglio della natura dopo l’inverno, immersa nella bellezza.

Ho scoperto gemme sbucare su rami che sembravano secchi , violette lungo il sentiero, elegantissimi narcisi qua e là , alberi di pesco in fiore , ho notato la bellezza di sfumature perfette che ancora una volta mi stupivano e mi emozionavano come se non avessi mai vissuto l’arrivo della primavera in vita mia.

La bellezza dobbiamo salvarla noi, per farlo dobbiamo vederla però, riconoscerla, preservarla, curarla e comportarci di conseguenza. Dobbiamo curare il pianeta, perché le violette possano vederle anche i nostri nipoti e perché vedendole possano stupirsi ogni primavera.

Ed è per salvaguardare la bellezza della Terra che Lalla’s non usa plastica, neanche nel packaging, crea a km zero e ricerca i materiali seguendo un’etica il più possibile ecofriendly . Se scegli un Lalla’s sai chi l’ha fatto e sai da dove viene.

Buona primavera a tutti.

Ci vediamo in giro, in Via de Cenci 8, Arezzo o su Instagram

ML

PS: l’emicrania è passata col pasticcone e poi 4 ore di sonno …ma la passeggiata è valsa la pena lo stesso.

https://www.instagram.com/lallasdesign/

dav_vivi

Siamo ciò che mettiamo?

Il 2024 lo voglio cominciare facendoci questa domanda.

Me lo sono chiesta giorni fa e la giornalista Rai Mariella Milani ha risposto sostenendo che i vestiti raccontano chi siamo solo se non bluffiamo e, se vogliamo giocare, ci travestiamo. Mentre Antonio Mancinelli giornalista, penna arguta e sottile osservatore dell’universo moda, ha commentato dicendo che l’abito è “intersezione tra il desiderio personale e lo spirito dei tempi” quindi siamo ciò che mettiamo nel qui ed ora.

Ma siamo sicuri che sia l’abito a parlare di noi e non, invece, qualcos’altro ?

Durante il Pitti Uomo di questi giorni, ho osservato decine di uomini in giacca, cravatta e cappotti sartoriali di alta qualità noiosamente perfetti e tutti simili. Era come se li vedessi ma non li guardassi, il mio occhio non si fermava su nessuno, anzi cercava disperatamente qualcosa su cui valesse la pena soffermarsi, un dettaglio, un particolare che svoltasse l’outfit.

Gli abiti ci coprono, ci scaldano, sono necessari ma sono gli accessori a rivelare chi siamo, sono quel dettaglio che magicamente ci spiana la strada. Provate ad uscire di casa senza gioielli, occhiali, cappelli, foulard, orologi, borse…vi sentireste nudi e sareste invisibili agli altri.

Quindi alla domanda io rispondo così, siamo chi siamo, cioè pezzi unici, non ripetibili ma…..esaltabili con gli accessori ed è per questo che io creo i Lalla’s .

Ci vediamo in giro…o su Instagram.

ML

Ci vuole calma.

Non scriverò di bilanci e di cosa sia andato in porto o di cosa sia andato storto nel 2023. Ognuno farà i suoi se vuole, invece con questo breve articolo di fine anno voglio augurarvi di avere tempo per voi nel 2024. Il tempo è il vero lusso e noi ce ne siamo scordati.

Proprio così, vorrei regalarvi tempo, vorrei la calma per passare tempo con chi amo e con chi scelgo di stare, tempo per ascoltarci ed ascoltare, tempo per rilassarci mentre viviamo, tempo per dire ciò che abbiamo dentro e mai ammesso, tempo per riflettere, tempo per oziare.

A questo proposito oggi il Lab è stato chiuso, mi sono presa del tempo, soprattutto via dal cellulare, dai doveri, dalle scadenze, avevo bisogno di ricaricare le pile nella natura intorno a casa per potermi dedicare a voi nei prossimi giorni.

E’ un mese che ho aperto in via de Cenci ad Arezzo, sto abituandomi piano al nuovo ritmo di vita, io che non so cosa sia l’abitudine. Per ora la nuova location mi piace e soprattutto mi piace cosa dite voi che entrate : lì dentro sembra di stare da un’altra parte, in un luogo fuori dal caos, sembra il salotto di casa… e io vi capisco bene. Abbiamo tutti bisogno di rallentare e il Lab forse è davvero il luogo adatto per frenare la vostra corsa quotidiana, al Lab si crea con calma. Forse lì dentro il tempo rallenta e la vostra realtà si colora di vetri di Murano e di luci d’argento mentre vi piacete guardandovi nello specchio a tre ante, esattamente come le clienti di mia nonna negli anni 50 .

Il Lab non è un negozio, è un’esperienza creativa tra i Lalla’s , dove tutto ha una storia fatta di mani, di occhi e di vita, io ci sarò dalle 11,30 alle 18,30 tutti i giorni fino a Natale e voi siete i benvenuti.

Buon Natale e un 2024 ricco di tempo per voi.

PS: regalate meno e meglio, se potete acquistate dai piccoli artigiani italiani finché ci sono.

ML

Rivoglio il panettone solo a Natale

Siamo alla seconda domenica di ottobre, nei supermercati c’è già il pandoro e nei negozi vendono gli addobbi natalizi. E’ una mia impressione o pare pure a voi che tutto è sempre più anticipato?

Siamo qui che ancora non abbiamo messo via bikini e infradito, che già ci ricordano che Natale arriva tra meno di tre mesi, che dobbiamo fare l’albero, comprare i regali e fare gli auguri anche e soprattutto a quelli che non sentiamo mai. Calma.

Non so voi, ma a me tutto questo bruciare i tempi fa l’effetto contrario e io quasi quasi, con questo caldo invece di anticipare il Natale, prolungherei l’estate e metterei volentieri i piedi in mare, peccato che dove vivo il mare non c’è.

Mi viene da pensare, poi, che se il panettone è nei supermercati da adesso, quello che metteremo in tavola il 25 Dicembre è stato prodotto a settembre , perché a dicembre staranno producendo le uova di Pasqua . Capisco la pianificazione aziendale ma allora, dato che ci sono, perché non producono tutto sempre, per tutto l’anno ?

Quando da piccina volevo l’uva a gennaio, mia madre diceva che non era la stagione e che dovevo aspettare settembre, adesso c’è tutto sempre, la globalizzazione ha ucciso l‘emozione dell’attesa, pure per i panettoni e i pandori.

Io comunque una piccola emozione voglio condividerla con voi, il Lab di Arezzo si trasferirà in centro storico e sarà aperto al pubblico senza appuntamento, per ora non posso dire di più , godetevi l’attesa

Buon Ottobre e ci vediamo in giro,

ML

Il superfluo necessario: alias Adornarsi in primis

Lo sapevate che l’uomo fin dai tempi antichissimi pensò prima ad adornarsi eppoi successivamente a vestirsi ?

Bisogna andare indietro fino al Paleolitico per risalire alle prime volte in cui abbiamo sentito l’esigenza di indossare sul corpo nudo monili che avevano un significato protettivo e spirituale. Spesso erano conchiglie, sassolini o magari zanne e denti di prede. Poi partendo dagli egiziani e passando dagli Etruschi, la lavorazione dell’oro ha portato i gioielli ad essere scelti come simbolo di prestigio e importanza all’interno della società di cui si faceva parte.

Personalmente trovo attualissima la tesi del sociologo Georg Simmel che ai primi del ‘900 scriveva : “la necessità di adornarsi nasce dal voler mettere in evidenza la propria personalità, guadagnando riconoscimento e ammirazione“. Indossare un gioiello è quindi il modo per dire qualcosa di noi agli altri , come se per mezzo dell’ornamento la nostra interiorità diventasse visibile agli occhi di tutti. Secondo Simmel tutto ciò poteva avvenire solo tramite gli ornamenti e non tramite gli abiti, perché “questi ultimi sono necessari per coprirci, sono indispensabili, mentre i gioielli sono superflui, futili e in quanto tali emanazione della nostra personalità”.

Ovviamente oggi è diverso, nel senso che anche la moda e l’abbigliamento sono espressione della nostra personalità , gli abiti non sono visti soltanto come qualcosa di funzionale a coprirci, come ai tempi di Simmel , tuttavia gli accessori non hanno perso il loro ruolo di sprigionare il nostro sentire e anzi lo fanno ancora più di prima. Infatti se scelti con attenzione secondo il nostro stato d’animo hanno il magico potere di esaltare il nostro stile differenziandoci dagli altri.

Pertanto, tutto ciò che veniva visto come superfluo diventa utile e anzi necessario per comunicare, liberamente, agli altri chi siamo restando noi stessi e indossando anche semplici jeans e t-shirt bianca insieme al gioiello che ci rappresenta.

Allora adorniamoci eppoi vestiamoci , perché solo così possiamo dire chi siamo ed essere veri, cioè Be You Be True.

Ci vediamo su Instagram o in giro … molto meglio!

ML

Per le novità segui https://www.instagram.com/lallasdesign/

Qui lo shop http://shop.lallasdesign.com

Se non trovi il Lalla’s che vuoi sullo shop scrivi a : info@lallas.it

Non solo in Toscana

Domenica scorsa era Pasqua e come ogni seconda domenica del mese avrei dovuto pubblicare il mio pezzo qui. Credevo di farcela scrivendolo nei giorni precedenti e invece sono arrivata alla mattina di Pasqua senza nulla di scritto. Dovendo scegliere se prendermela come giornata di festa oppure mettermi a scrivere , ho scelto la prima opzione e quindi eccomi qui oggi .

Questo articolo di Aprile lo dedico a tutti quelli che ogni giorno mi seguono e commentano sulle storie di Instagram. Grazie di cuore , perché io non do nulla per scontato e soprattutto perché ogni vostro commento è per me ossigeno e mi dà la spinta nei momenti difficili quando intorno tutto rema contro. (e credetemi nell’ultimo mese è stato come avere contro tutta la flotta britannica!)

Di recente in effetti ho cercato di relazionarmi di più con voi tramite i social e ho notato che la cosa è piaciuta, per cui continuerò a farvi domande e a chiedervi anche pareri su ciò che creo. Mi raccomando interagite perché voglio rendervi partecipi dei mie progetti.

Grazie intanto per le segnalazioni dei negozi nelle vostre città dove vedreste bene i mie pezzi, forse vi è suonato strano ma io credo nelle persone e se siete qui a leggere e mi seguite, vuol dire che quello che faccio vi piace quindi potete pure darmi un consiglio. Sono infatti arrivata al punto in cui vorrei esportare fuori dalla Toscana le Lalla’s e dato che voi siete in tutta Italia , penso sia stata un’ottima idea coinvolgervi. Dettaglio importante , se la boutique da voi segnalata diventerà un mio cliente, vi manderò un codice regalo e potrete usarlo sull’eshop.

Per quelle boutique che mi hanno chiesto le Lalla’s in conto vendita , mi dispiace ma non credo nel conto vendita, credo sia solo un escamotage dei negozi per non rischiare nulla decidendo di esporre un nuovo prodotto senza acquistarlo e allo stesso tempo sia poco rispettoso del lavoro che c’è dietro a quel prodotto. Sarebbe come andare dal medico per una cura e dirgli che lo paghiamo solo se la cura funziona. Quale medico accetterebbe ?

Quindi , in attesa di trovare le boutiques o concept stores che hanno il coraggio di investire nella mia creatività , io procedo come sempre. Avete visto i nuovi orecchini in vetro di Murano ? Come sapete sull’e-shop sono disponibili pochi pezzi per colore dato che non produco in serie per evitare sprechi. Fateci un giro.

Infine vi ricordo che i Lalla’s sono fatti tutti in Toscana, montati a mano, con materiali e componenti selezionati della migliore qualità italiana. Vi sono consegnati nel loro packaging logato in cotone 100% , ogni pezzo porta con sé il lavoro di varie mani e il tempo per crearne lentamente uno alla volta. Chi li acquista sostiene l ‘artigianato italiano di qualità e se non lo facciamo noi italiani , non lo faranno certo gli altri !

Ci vediamo su Instagram o magari dal vivo in giro o al Lab , bacio . ML

dav

Le cose sospese.

Esattamente un anno fa , nel mio pezzo di gennaio , auguravo a tutti che il 2022 portasse luce e libertà dopo due anni bui fatti di divieti e restrizioni che ci hanno messo alla prova prima di tutto con noi stessi.

Allora com’ è andata ? vi siete riappropriati della vostra libertà , vi siete liberati delle cose sospese o ve le state trainando dietro ? perché se non lo avete fatto ve lo auguro per il 2023.

Per libertà intendo quella di pensiero, di essere ed esprimere se stessi , di dire no serenamente perché sapete che il sì sarebbe troppo comodo per il prossimo, la libertà di non esserci per chi vi ha sempre dato per scontati, la libertà di amare chi scegliete, la libertà di agire diversamente dagli altri nonostante siano i vostri colleghi, la libertà di scegliere con la propria testa, la libertà di non dare spiegazioni seguendo l’istinto, la libertà di non sentirsi in obbligo di fare un regalo a Natale , o gli auguri di buon anno a chi vi ha volutamente ignorato per tutto l’anno, la libertà di accettare un invito, di non resistere di fronte all’ignoto, di gettarsi in nuove esperienze, di chiudere per ricominciare ma soprattutto la libertà di non lasciare le cose sospese.

Ci vuole coraggio lo so ma ve lo auguro perché il nostro passaggio su questa terra è talmente fugace che l’unica consolazione è sapere che stiamo vivendo cercando di essere autentici , divenendo, ogni anno che passa, sempre più simili a noi stessi, perché quando meno ve lo aspettate il vostro io vi metterà di fronte a ciò che siete o siete stati e allora lì sarebbe devastante scoprire di aver vissuto essendo qualcun altro facendovi scorrere addosso la vita senza esserne i protagonisti e, ancora peggio, senza prendervi la responsabilità di fare luce su quel pesante miscuglio di malintesi che vi portate dietro da un anno all’altro, schiacciati da un vivere veloce che giustifica, vigliaccamente, il rimandare ad un momento futuro che non arriverà mai.

Solo se riuscite a far prevalere la vostra libertà , sarete invincibili, nulla potrà scalfire la vostra serenità e in qualunque momento dovesse concludersi il vostro passaggio terreno , sarete pronti per affrontare quello successivo senza lasciarvi dietro il fardello delle cose sospese mai chiarite.

Vi abbraccio e che il 2023 sia più leggero per tutti.

ML

Viaggio dentro la creativita’

Ho scoperto che finora ho scritto 30 articoli sul blog, non li avevo mai contati. Il primo articolo l’ho pubblicato l’1 marzo 2019, il giorno del mio compleanno per farmi un regalo.

Direte che sembra strano, che razza di regalo sarebbe iniziare a scrivere ? invece per me e’ stato uno dei regali piu’ belli che mi son fatta, perche’ scrivere e’ espressione della mia creativita’, e’ un’esigenza che non posso piu’ nascondere e mi piace, un sacco. (comunque pure la vacanza che mi regalai alle Maldive per i miei 30 non fu male!)

Oggi voglio ringraziare tutti quelli che ogni volta mi dicono di avere letto con piacere , quelli che mi dicono di non smettere di scrivere e soprattutto quelli che ogni seconda domenica del mese mi leggono per la prima volta. Grazie , aspetto i vostri commenti.

Questo 31esimo lo dedico alla creativita’ che e’ un dono di cui sono grata nonostante tutto e che mi accomuna a molti di voi. La creativita’ e’ qualcosa di innato, se ce l’hai prima o poi verra’ fuori e dovrai farci i conti.

Quindi , prima lo capisci meglio e’. Perche’ la creativita’ non puoi nasconderla, non puoi soffocarla, non puoi fermarla , non puoi ignorarla e appena ti distrai sara’ lei a prendersi il comando della tua vita in una forma delle tante in cui si manifesta e tu potrai solo lasciarti guidare o stare male se la ostacolerai.

Ma siamo sicuri che essere creativi sia un dono meraviglioso e non una maledizione? un tormento , una tortura da cui non si scappa che ci insegue ovunque e che ci rende inquieti, pieni di domande  e dubbi senza fine?

Tanto per cominciare e’ qualcosa di cui essere consapevoli per non essere fraintesi quando ci si relaziona col prossimo visto che la frase tipica di chi vive con un creativo e’ “non gli si sta dietro!” . E’ vero, siamo dei tornado. Pertanto la creativita’ puo’ esser un problema quando ci si relaziona con il mondo esterno, del quale il 90% delle volte non ce ne frega nulla rischiando di passare per snob, mentre siamo solo nel nostro mondo lontano dalla vita quotidiana ma con le antenne sempre dritte.

Il problema del cervello creativo e’ l’incapacita’ di fermare la mente a causa di una insaziabile curiosita’ che porta a nuove idee per migliorare le cose. E’ una specie di tormento continuo per cui ci ritroviamo a inventarne di nuove nonostante le vecchie non siano ultimate e la cosa buffa e’ che se non ti occupi subito anche dell’ultima trovata diventi nervoso. Ecco questa e’ una sorta di maledizione e devi imparare a darti tempo o impazzisci.

Eppoi c’e’ il bisogno di solitudine, non sei mai veramente felice se non quando sei tu e il tuo io magari in mezzo a un bosco dove chiudendo gli occhi senti il tuo respiro seguire il ritmo del vento tra le foglie e diventi un fiore , un albero, una parte del tutto e allora raggiungi la pace, la tranquillita’ che ti servono per alimentare il tuo animo creativo.

Nel campo del lavoro, inseguiamo le passioni a svantaggio della carriera, se non proviamo passione, stimolati da cio’ che si fa, spesso molliamo la routine per orientarci verso strade nuove e sconosciute che il nostro istinto ci dice di seguire, nonostante i rischi che per noi non hanno mai importanza.

Infine la sensibilita’ ci aiuta nella creazione ma e’ spesso fonte di grandi sofferenze che potrebbero essere evitate se fossimo piu’ di testa che di pancia, ma non saremmo creativi allora, saremmo ragionieri . (e probabilmente vivremmo molto meglio).

Detto tutto cio’ , nessuno puo’ sfuggire da cio’ che e’ e tanto meno io dal mio pensiero divergente. Posso solo arrendermi alla realta’ , consapevole che creare non vuol dire arrivare ma ripartire ogni volta da dove sei arrivato e se nel viaggio si riesce ad essere soddisfatti delle tappe raggiunte senza prendersi troppo sul serio e divertendosi, beh e’ il massimo no ?

Buona seconda domenica di Ottobre. Ci vediamo il prossimo mese e nel frattempo su instagram “Lallasdesign”. https://www.instagram.com/lallasdesign/

MLL

PS : in Toscana fa ancora caldino speriamo duri finche’ “quelli la’ fuori” capiscono che vogliamo la pace e il termosifone.

La cura delle cose

Da un po’ cercavo qualcosa dove mettere, durante l’inverno, i tanti cuscini che usiamo in giardino.

Nei giorni scorsi sono tornata dopo un sacco di tempo nella vecchia cantina dei miei nonni. Quando ero piccola non mi piaceva andarci, ricordo che tutta quella roba ammassata , tutti quei mobili scuri mi facevano paura e non vedevo l’ora di uscire fuori alla luce.

Stavolta invece ci sono rimasta per ore, immersa negli oggetti e nei libri della mia famiglia o meglio dei miei nonni. Sono sempre stata affascinata dal passato, credo che i mobili appartenuti a qualcun altro abbiano in se’ qualcosa da raccontare tra le crepe che sanno di vecchio, come hanno storie di vita da raccontare le rughe sul viso delle persone. Quando si usano oggetti appartenuti ai nostri familiari non si tratta solo di recuperare e non buttare oggetti vecchi ma di ridargli vita utilizzandoli nuovamente.

Accatastati in un angolo della cantina c’erano tre bauli. Quei tipici bauli con le maniglie di lato che venivano usati nei viaggi fino alla meta’ del ‘900. Dovevano essere i famosi bauli usati dai miei nonni per portarsi dietro le loro cose durante la trasferta in Africa negli anni ’30. Neanche 100 anni fa eppure per arrivare in Africa si attraversava il mare in nave con i bauli. Chissa’ quanto avranno visto e conosciuto questi bauli nei loro viaggi durante gli anni del fascismo e della guerra poi, chissa’ che abiti o oggetti personali dei miei nonni o di mia madre bambina hanno trasportato. Non potevo crederci, avevo trovato esattamente quello che volevo anzi il baule aveva trovato me.

Non e’ ridotto male, solo un po’ da restaurare , non so ancora se lo lascero’ cosi’ al naturale oppure gli daro’ una botta di vita portandolo negli anni 2000 . Di sicuro mio nonno sarebbe contento di sapere che uno dei suoi bauli, che ha custodito le sue cose durante i suoi viaggi, adesso e’ qui con me e non piu’ al buio dimenticato dentro una cantina.

Ecco scusate se ho condiviso qualcosa di molto personale ma in un mondo che corre e che spreca , avere cura delle cose che ci vengono lasciate e’ un nostro dovere e per come la penso io ogni oggetto porta con se’ una storia che puo’ essere raccontata.

Ciao belli, ML

Controcorrente

Di solito scrivo la seconda domenica del mese ma volendo parlare di Amore ho voluto scrivere oggi invece di ieri e nel giorno della festa degli innamorati io vado controcorrente.

Infatti non è dell’amore verso un’altra persona che voglio parlare oggi ma di quello che va nella direzione opposta, l’ amore verso di noi, sì perché è quello che manca !
Oggi più che mai , dopo due anni di distanza forzata tra le persone, dopo due anni di divieti e di terrore mediatico non-stop , il risultato è che la gente non ama più nulla, non si vuole più bene e tanto meno ama la vita!

Non ho problemi a dire che i contatti con gli altri si sono ridotti in modo drastico, alcuni sono spariti del tutto, amici che neanche ti chiedono più come stai , che ignorano i
messaggi, scomparsi con la scusa del lockdown e mai più sentiti, anche perché di insistere onestamente non va a nessuno. Non c’è più la voglia di divertirsi, saranno le museruole, i continui richiami a mantenere le distanze, i controlli della tessera verde, i gel disinfettanti ovunque, la difficoltà ad immaginare un futuro, sarà tutto questo ad averci levato la voglia di uscire e l’ amore per la vita ?

Credo che sia urgente un immane sforzo collettivo per guarire dalla “sindrome della tuta e divano” e ricominciare a vestirsi e ritrovare il piacere di vivere! Amare se stessi, piacersi, curarsi, sorridere e organizzare feste, cene e viaggi. Bisogna aprire l’armadio e mettersi quello che è lì fermo da più di due anni, la cosa più glamour che avete anche solo per andare al supermercato! Ribelliamoci intelligentemente all’appiattimento dentro cui ci hanno fatto sprofondare , lo so che è difficile ma è necessario riprendere in mano la propria vita nonostante i divieti, si può fare se lo vogliamo veramente. Dobbiamo andare controcorrente
utilizzando una strategia di disobbedienza intelligente, seguire la massa ci porta solo verso la depressione collettiva.

Amiamoci, usciamo da questo buio medievale fatto di paure, punizioni e divieti, la primavera sta arrivando e con lei la voglia di vivere vincerà. Dipende solo da noi, tiriamo fuori le ovaie o
le palle…chi ci sta ?

Viva l’amore e buon San Valentino!

ML

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